Cultura e creatività: il grande potenziale delle città italiane per guardare con orgoglio oltre la crisi

4.5
Media: 4.5 (2 voti)
Osservare cultura e creatività nelle città europee

L'Osservatorio della cultura e della creatività urbana è stato sviluppato dal servizio scientifico interno della Commissione, il Centro comune di ricerca (JRC).

Si tratta di uno strumento interattivo on line pensato per aiutare le città ad individuare i loro punti di forza e le opportunità, a valutare le proprie prestazioni rispetto ai parametri di riferimento e ad attuare politiche per colmare eventuali divari. Lo strumento mette  in evidenza la forte correlazione tra la vivacità culturale e varie dimensioni della vita di una città, a cominciare dalla diversità sociale e dall'attività economica.

L'Osservatorio è stato elaborato sulla base di tre indici principali (vivacità culturale, economia creativa e contesto favorevole), organizzati in 9 ambiti e misurati attraverso 29 indicatori: dal numero di musei e sale concerto all'occupazione nei settori culturale e creativo, dalle domande di brevetto nel settore delle TIC al livello di fiducia delle persone nei confronti dei propri concittadini. 

Dal sito della Commissione europea la dichiarazione di  Tibor Navracsics, Commissario europeo per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport nonché responsabile del JRC: "Il mio obiettivo è porre la cultura e la creatività al centro dell'agenda strategica europea. In un momento di grandi trasformazioni sociali e di concorrenza globale sempre più aspra tra le città, dobbiamo guardare al di là delle fonti tradizionali di crescita e benessere socioeconomico ed esaminare il ruolo della cultura in città dinamiche, innovative e ricche di diversità. L'Osservatorio della cultura e della creatività urbana mette in evidenza le città europee vincenti che hanno trovato modalità proprie per sfruttare il potenziale offerto dalla cultura e dalla creatività per stimolare lo sviluppo, l'innovazione e la creazione di posti di lavoro e migliorare la qualità della vita dei loro abitanti. Lo strumento offre ai responsabili politici dati concreti per aiutarli a identificare i settori in cui ottengono buoni risultati e quelli in cui è auspicabile un miglioramento."

Le città italiane sono leader nella promozione della cultura e della creatività

Le città italiane occupano un posto di rilievo in questa analisi e sono leader nella promozione della cultura e della creatività: 17 città soddisfano i criteri di selezione, più che in qualsiasi altro paese europeo. Si tratta di:

  • 8 città Capitali europee (sia le vincitrici sia quelle entrate nella shortlist): Bologna, Firenze, Genova e Matera poi Cagliari, Lecce, Perugia e Ravenna;
  • 3 Città Creative UNESCO: Parma, Roma e Torino;
  • 6 città che ospitano almeno due festival internazionali: Brescia, Milano, Napoli, Venezia, Trento e Trieste.

Di queste 17 città, Milano e Firenze figurano tra le prime 5 nelle rispettive categorie dimensionali in termini di prestazioni complessive e sono anche particolarmente ben piazzate per quanto riguarda la «Vivacità culturale» (rispettivamente terza e prima in Europa nei rispettivi gruppi). Roma è seconda in Europa in termini di percentuale di «Posti di lavoro creativi e basati sulla conoscenza», mentre Matera, ad esempio, batte tutti i rivali nella sua categoria dimensionale per quanto concerne «Luoghi di interesse e monumenti». [Fonte: IlSole24ORE 9/7/17]. Inoltre Torino e Parma si distinguono rispettivamente per la qualità dei luoghi e delle strutture e per i lavori creativi e basati sulla conoscenza.

Industria creativa motore dell'Italia

[Titolo da ilSole24ORE 3/7/2017]

Sembra importante, a questo punto, mettere in relazione il lavoro svolto dall'Osservatorio delle città culturali e creative e il recente Rapporto Symbola Io Sono Cultura, presentato il 28 giugno scorso.

I dati del Rapporto sono particolarmente interessanti e di seguito se ne evidenziano alcuni, presi direttamente dalla pagina web dedicata al Rapporto:

  • al Sistema Produttivo Culturale e Creativo (industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico artistico, performing arts e arti visive, produzioni creative-driven) si deve il 6% della ricchezza prodotta in Italia: 89,9 miliardi di euro. Dato in crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente;
  • la cultura ha sul resto dell'economia un effetto moltiplicatore pari a 1,8: in altri termini, per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori. Gli 89,9 miliardi, quindi, ne ‘stimolano’ altri 160 per arrivare a quei 250 miliardi prodotti dall’intera filiera culturale, il 16,7% del valore aggiunto nazionale, col turismo come primo beneficiario di questo effetto volano;
  • il Sistema Produttivo Culturale e Creativo (da solo, senza considerare gli altri segmenti della nostra economia) dà lavoro a 1,5 milioni di persone, il 6% del totale degli occupati in Italia. Dato anch’esso in crescita: +1,5%;
  • guardando alla dinamica dei settori, il dato eclatante è che, a differenza del quinquennio precedente, tutti i segmenti registrano bilanci positivi, sia in termini di valore aggiunto che di occupazione. Le performance più rilevanti rimangono connesse ai segmenti che già negli ultimi cinque anni avevano mostrato segnali positivi, come il design (+2,5% per valore aggiunto e +1,9% per occupazione), i videogame (+2,5% per il valore aggiunto e +1,7% per occupazione) e la produzione creative driven (+1,7% per valore aggiunto e +1,5% per occupazione); cui si aggiungono, in particolare, le attività legate al settore dell’audiovisivo (+2,2% per valore aggiunto e +1,4% per occupazione), delle performing arts (+2% per valore aggiunto e +2,2% per occupazione) e del patrimonio (+2,1% per valore aggiunto e occupazione);
  • a beneficiare in modo rilevante della spinta della cultura è in particolar modo, come c’è da attendersi, il turismo: più di un terzo (il 37,9%) della spesa turistica nazionale è infatti attivato proprio dalla cultura.

Molto interessante la considerazione relativa all'aumento di istruzione delle persone impegnate nel settore. Si legge infatti che pur restando il talento il cuore di tutti questi settori, al dinamismo descritto ha contribuito anche il significativo incremento dei livelli di istruzione richiesti alle professioni culturali e creative. Tra il 2011 e il 2016 coloro che operano nel Sistema Produttivo Culturale e Creativo e sono in possesso di una laurea sono aumentati dal 33 al 41%: valore nettamente superiore al resto dell’economia, in cui si è registrato un incremento inferiore a 3 punti percentuali (dal 17 al 20%).

 

Buone notizie, dunque, anche a fronte di ampi margini di miglioramento che già iniziano ad intravedersi.