Come sarà il nuovo Appennino? Think tank con Symbola e la scuola SOS

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Il collocamento degli sfollati (e la migrazione nelle aree costiere), la gestione dei beni culturali (e il mancato puntellamento del patrimonio), il ritardo nell’indire le gare per i moduli abitativi temporanei e per i ricoveri degli animali, la settorializzazione delle competenze, i conflitti di potere che generano immobilismo, le importanti precipitazioni nevose con conseguenze dirette sulle infrastrutture di trasmissione e produzione di energia. È lungo e fitto l’elenco dei temi oggetto di discussione in questi ultimi sei mesi, da quelle prime scosse del 24 agosto che hanno colpito il Centro Italia. (...) Symbola toglie l’attenzione dall’emergenza e sposta la discussione su cosa fare e per chi; su come trattenere le persone per non perdere capitale umano; sulla necessità di “indire gare e cercare soluzioni con procedure ordinarie in modo anticipato. Più che al dov'era com'era dobbiamo pensare ad una rigenerazione (prima ancora che una semplice ricostruzione) ispirata al dov'era e come sarà. Design e cultura italiana possono dare interessanti contributi, anche meno costosi, alternativi all'ospitalità offerta lungo le coste. Continua la lettura dell'articolo su PPANthebrief con le voci di Fabio Renzi, segretario generale di Symbola, dei sindaci di Treia e Amandola e con il commento del sociologo Aldo Bonomi http://www.ppan.it/stories/ricostruire/